Piccole e medie imprese Quando il marketing parla klingon
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Radiazione di Hawking: interazione con materia ed energia oscura
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Giovedì, 17 luglio 2025 - Giugno 2025
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Da Pearl Harbor al rischio di una guerra con la Russia: ipotesi di reazione
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Quando il marketing parla klingon
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Clipper, missili e calcolo balistico: diario di leva del 1990
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Martedì, 6 maggio 2025 - Spazio mentale
Non è il burnout. È l’era della distrazione permanente
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Vertice Meloni-Erdogan: un rapporto asimmetrico ma mutuamente vantaggioso
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Venerdì, 25 aprile 2025 - PMI: Navigare a vista nell’incertezza globale. È il momento di cambiare rotta?
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Industry 5.0: verso un’industria sostenibile, umana e resiliente
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Martedì, 18 marzo 2025 - Batterie elettriche per autotrazione: una analisi ecologica
Lunedì, 10 marzo 2025 - Social media: pensiero binario e bolle informative
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2025, la soluzione italiana: PMI e mercato interno.
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Informatica e Intelligenza Artificiale: il futuro del management sostenibile
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PMI e il valore di un software gestionale su misura
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Martedì, 25 febbraio 2025 - Aprile 2025
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AI, PMI e Management in Italia
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Le sfide del reinserimento lavorativo per gli over 50: analisi e soluzioni
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- La crisi occupazionale giovanile in Italia: analisi e prospettive
Martedì, 25 febbraio 2025
Immaginate la scena. Un imprenditore di quelli autentici, cuore e mani nella propria azienda, che ogni giorno si destreggia tra ordini, pagamenti da incassare, collaboratori da gestire e clienti da accontentare. E a un certo punto pensa: "Forse è arrivato il momento di migliorare il marketing."
Va su LinkedIn, inizia a leggere qualche post di presunti esperti… e dopo tre righe si chiede se per caso ha aperto per sbaglio il manuale del linguaggio Klingon.
Semplifichiamo?
Invece no. Parte la raffica di acronimi e anglicismi: KPI, CRO, A/B Test, UX, CTA, SEO, growth funnel end-to-end, feature flag, lead nurturing...
Se non sei del mestiere, sembra più la trascrizione di un incontro tra capi di guerra Klingon che un consiglio utile per far crescere un’azienda.
E la reazione è inevitabile: l’imprenditore si sente inadeguato, si intimidisce… o più facilmente chiude tutto e si dedica a problemi più concreti. Come far quadrare il bilancio.
Eppure, chi si occupa di comunicazione dovrebbe sapere che la prima regola è proprio farsi capire.
La verità è che chi conosce davvero la materia riesce a spiegarla in modo chiaro. Con parole semplici. O, quanto meno, adatte all’interlocutore. Quell’interlocutore che, di solito, è anche quello che paga.
Questo non si chiama semplificare. Si chiama competenza comunicativa.
Allora, la prossima volta che incontrate un imprenditore, provate a lasciare da parte gli acronimi. Smettete di parlare Klingon e iniziate a parlare la lingua di chi i problemi li vive ogni giorno e cerca solo qualcuno che sappia risolverli.
Vi sorprenderà scoprire quanto questo semplice approccio renda tutto… più chiaro. E più efficace.
E se proprio volete continuare a parlare Klingon… fate almeno in modo che nella sala riunioni ci siano i sottotitoli.
https://www.carlorecalcati.it/blog/40372/quando-il-marketing-parla-klingon/
Classe 1968, studia Fisica a Milano e Antropologia culturale a Bordeaux (Francia).